{"id":3,"date":"2009-12-30T06:23:25","date_gmt":"2009-12-30T06:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianogenot.it\/?p=3"},"modified":"2024-11-08T14:47:08","modified_gmt":"2024-11-08T13:47:08","slug":"recensioni-e-interviste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianogenot.it\/?p=3","title":{"rendered":"Press Review"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella <em>Totentanz <\/em>di Liszt&nbsp;hanno collaborato l&#8217;orchestra B. Bruni di Cuneo e il pianista&nbsp;G\u00e9not: virtuosismo a tutto spiano, dominato con sicurezza estrema dal solista che, in armonia con il tema della serata, non esiterei a definire un mago della tastiera: la tecnica, tutti i tipi di tecnica pianistica non hanno segreti per lui, li domina dall&#8217;alto di una maestria stupefacente con una facilit\u00e0 apparentemente naturale. Nel brano con l&#8217;orchestra e in un pezzo solistico fuori programma, sempre di Liszt, ha sciorinato tutta la sua scienza &#8220;tastieristica&#8221; con passaggi mirabolanti, acrobazie di ogni genere, giochi sonori sapienti, tocco raffinato. Pubblico in delirio<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Recensione del concerto La casa degli spiriti&nbsp;tenuto a Ivrea il 31\/10\/2015. Di Carla Zanetti Ocleppo, in &#8220;Risveglio popolare&#8221; del 5\/11\/2015.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Liszt pensava in grande e con audacia. In modo non dissimile, con ambizione, coraggio (e molta passione) Massimiliano G\u00e9not in qualit\u00e0 di coordinatore artistico, ha concepito il progetto &#8220;Franz Liszt: un musicista per l&#8217;Europa&#8221;, tenutosi a Torino e dintorni tra ottobre e gennaio. Quattordici appuntamenti, praticamente la consistenza di un Festival: di questi tempi, un miracolo, reso possibile dal contributo di vari sponsor (tra cui la Provincia di Torino) &#8230; Ma anche, nei criteri, qualcosa di unico nel panorama nazionale del bicentenario lisztiano trattandosi, pi\u00f9 che di una celebrazione, di un invito a riflettere su un musicista in parte frainteso&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Giorgio Rampone &#8211; &#8220;Musica&#8221; marzo 2012 &nbsp;<a title=\"Recensione Musica marzo 2012\" href=\"http:\/\/www.massimilianogenot.it\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/Musica-marzo-2012-e1331977801514.jpg\">Leggi la recensione integrale<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Musicisti italiani attivi in area austro-ungarica? Grandi affermazioni al vertice, soprattutto fra i direttori d\u2019orchestra. Condizioni difficili per gli italiani giovani anche molto dotati. Cinque esempi di italiani che hanno \u201cconquistato\u201d la Germania, quattro maestri dal podio: Claudio Abbado, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Fabio Luisi ed un giovane pianista e compositore, Massimiliano G\u00e9not, artista di collegamento tra il Festspielhaus di Bayreuth e l\u2019Associazione Richard Wagner di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Quirino Principe&nbsp;&#8211;&nbsp;&#8220;Il Sole24ORE&#8221; &#8211; Domenica 16 marzo 2008<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2026Massimiliano G\u00e9not&nbsp; imbrocca stilisticamente gli Studi&nbsp; di Liszt come quelli di Czerny, suonandoli nel modo travolgente che \u00e8 proprio dell\u2019adolescenza, le sue dita sono forti e sicure, la sua preparazione musicale \u00e8 testimoniata anche dal conseguimento del diploma di composizione\u2026. Gli Studi op. 6, eseguiti cos\u00ec, sono divertenti. E anche quei quaranta speedy Gonzales&nbsp; di pap\u00e0 Czerny.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em> Piero Rattalino<\/em> &#8211; &#8220;Musica&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2026Nelle sue note il nostro interprete puntualizza la necessit\u00e0 \u2013 eroicamente adempiuta in sede di realizzazione \u2013 di eseguire i quaranta studi del celeberrimo ciclo czerniano secondo i metronomi originali \u2026.certo, cos\u00ec eseguiti, gli studietti (studietti?) dell\u2019op. 299 diventano pezzi di bravura il cui ascolto d\u00e0 adito a reali momenti di emozione. G\u00e9not \u00e8 riuscito, con un lungo lavoro di preparazione tecnica, a creare una sonorit\u00e0 realmente innovativa, evocando sul moderno Steinway l\u2019effetto tecnico e timbrico di un pianoforte dell\u2019epoca. E poi, con la stessa intelligenza e sensibilit\u00e0, ha reso il senso \u201cromantico\u201d della collezione lisztiana, in particolare delineandone la dinamica in senso strutturale&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Riccardo Risaliti<\/em> \u2013 &#8220;CD Classica&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u2026 La Scuola della Velocit\u00e0,&nbsp; qualora venga interpretata, dunque non soltanto meccanicamente eseguita, rivela aspetti di insospettato interesse. Come spiega G\u00e9not nelle acute note del booklet, i rapidissimi tempi prescritti dall\u2019autore determinano quasi \u201cuna concezione impressionistica del suono\u201d. Resa davvero credibile dalla scintillante padronanza tecnica del pianista che in Liszt pu\u00f2 inoltre sfoggiare un gusto musicale ricco di sfumature espressive.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Cesare Fertonani <\/em>&#8211; &#8220;Amadeus&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Massimiliano G\u00e9not ha soltanto&nbsp; 29 anni, ma \u00e8 da tempo in evidenza per la sua attivit\u00e0 concertistica (da segnalare il notevole impulso impresso alle iniziative musicali nel Pinerolese) oltre che per la sua collaborazione&nbsp; con orchestre di alto prestigio come quella Sinfonica Nazionale della Rai\u2026\u2026eccelle nel repertorio della virtuosit\u00e0 e coltiva attenti studi proprio sul tema della tecnica pianistica\u2026..da qui la sua scelta, per il disco edito dalla Phoenix Classics, di pagine che uniscono all\u2019interesse tecnico il segno dell\u2019arte\u2026\u2026G\u00e9not si lancia nelle vertiginosit\u00e0 czerniane con una scioltezza che la dice lunga sulla sua abilit\u00e0 manuale&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Leonardo Osella<\/em> &#8211; &#8220;La Stampa&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma allora Czerny \u00e8 musica! S\u00ec, Carlo Czerny, il didatta della tastiera, il maestro di Liszt e l\u2019allievo di Beethoven che affligge da quasi duecento anni generazioni di giovani pianisti con i suoi studi non era soltanto un meccanico \u201cscioglidita\u201d, ma un musicista. E a ricordarcelo, paradossalmente&nbsp; \u00e8 proprio una divertente e originale incisione (la prima assoluta) de \u201cLa scuola della velocit\u00e0 sul pianoforte\u201d op. 299, una delle opere didattiche pi\u00f9 celebri. Massimiliano G\u00e9not &#8211; brillante pianista non ancora trentenne che nell\u2019incontro con Piero Rattalino ha trovato una risposta in prospettiva storica alle sue curiosit\u00e0 tecniche \u2013 con l\u2019accorgimento apparentemente semplice di rispettare le indicazioni metronomiche dell\u2019autore, ci ha restituito dei veri microdrammi musicali pieni di colore, di imprevedibili effetti comici\u2026.di un\u2019incisivit\u00e0 impressionistica che viene da associare agli obiettivi del cinema muto\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Sergio Bonino<\/em> &#8211; &#8220;Il Giornale della Musica&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo cd il giovane ma validissimo pianista Massimiliano G\u00e9not presenta al pubblico un lavoro di ricerca di diversi anni a cui \u00e8 giunto con risultati brillanti. L\u2019essenza della sua ricerca la possiamo trovare nel booklet: La composizione de \u201cLa scuola dela velocit\u00e0sul pianoforte\u201d op. 299 risale probabilmente agli anni 1832-33: in essa vengono sviluppate figurazioni musicali e disposizioni pianistiche titpiche della letteratura brillante del suo tempo, per le quali l\u2019autore richiede tempi di esecuzione rapidissimi, fino ad oggi praticamente disattesi. \u0116 invece mio convincimento che, rispettando le indicazioni metronomiche originali, non solo si soddisfano le finalit\u00e0 didattiche per le quali \u00e8 stata concepita la raccolta, ma si coglie, con piacevole sorpresa, quel contenuto estetico di stile comico, ma talvolta anche drammatico, che si \u00e8 perso nella prassi esecutiva tradizionale. La conclusione cui \u00e8 arrivato Massimiliano G\u00e9not \u00e8 veramente sorprendente e vi assicuro che l\u2019ascolto di quelli che sono goi studi dei giovani pianisit, suonati dal pianista torinese, risuonano in tutt\u2019altra ottica e divertimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Miche Gioiosa<\/em> &#8211; &#8220;Musica e Scuola&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8230; brillantezza\u2026gioco digitale spinto ai limiti delle potenzialit\u00e0 umane \u2026 virtuosismo inteso come sfida trascendentale dello spirito sulla materia \u2026 discorsi che attivano appunto il talento di G\u00e9not con gli esiti eccellenti che possiamo ora riscontrare anche da questa testimonianza discografica \u2026Nel caso di Czerny il risultato \u00e8 ben pi\u00f9 che interessante \u2026grazie all\u2019abilit\u00e0 con cui G\u00e9not riesce ad imprimere a queste pagine il moto giustamente vorticoso \u2026ma non meno interessante il confronto lisztiano, un Liszt appena quindicenne\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Gian Paolo Minardi<\/em> &#8211; &#8220;Gazzetta di Parma&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u2026si pu\u00f2 essere grati al ventinovenne Massimiliano G\u00e9not&nbsp; di aver scelto opere relativamente poco o niente affatto \u201cbattute\u201d, come i dodici studi di Liszt e la maratona didattica in quaranta parti di Czerny. E soprattutto di avere dato di queste pagine, un\u2019esecuzione ben al di l\u00e0 dell\u2019esercizio virtuosistico. Basti citare il nono studio lisztiano e, per Czerny, il brano n.&nbsp; 39 presto \u00e0 la galoppe, dove la \u201cvelocit\u00e0\u201d non esclude la poesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Luigi Della Croce<\/em> &#8211; &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;<\/p>\n<p>\u2026every serious pedagogue ought to suggest the acquisition of this CD to their students and every student ought to take this piece of advice seriously. Why? Because Mr Genot states a very powerful case for the rediscovery of the beauty and accessibility of the Czerny etude until now played and studied as mere exercise. The School of Velocity opu 299, as performed by Mr. Genot&nbsp; is both artistic and enlightening<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Cristina Altamura<\/em> &#8211; &#8220;Icpa Music Rewew&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"excerpt\">&nbsp; &nbsp; Nella Totentanz di Liszt&nbsp;hanno collaborato l&#8217;orchestra B. 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